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ANATOMIA DEL MIRACOLO (ANATOMY OF THE MIRACLE)

Alessandra Celesia
FRANCIA / ITALIA 2017, 83′

Montaggio: Adrien Faucheux
Suono: Yolande Decarsin
Produzione: Zeugma Film
Cast: Giusy Orbinato, Fabiana Matarese, Sue Song
In programma Giovedì 15, Spazio Oberdan ore 15:00

anatomia-del-miracolo_05_300dpi_previewPrima protagonista è la Madonna dell’Arco a Napoli, cui tanti fedeli, strisciando sul sagrato vestiti di bianco, chiedono da anni il miracolo. Di fronte alla Chiesa vive Giusy, da 30 anni su una sedia a rotelle: non crede più di poter guarire. Fabiana, transessuale, di notte si prostituisce e di giorno guida una associazione di fedeli della Vergine. Sue, pianista coreana, insegna musica ai bambini del quartiere: per lei il miracolo è il riflesso del Paradiso. Emerge la città coi suoi momenti di amore per la vita e la forza unificante delle cerimonie religiose tradizionali.

2018 feb Italia in Doc Panorama
2017 nov Rencontres du Film Documentaire Traces de Vies Competition Regard Documentaire Hors Frontières 1
2017 ott Festival dei Popoli Concorso Internazionale – 22017 nov, Rencontres du Film Documentaire Traces de Vies (festival): Prix Hors-frontières – Prix du Conseil Régional Auvergne-Rhône-Alpes017 ago Festival Internazionale del Film di Locarno

ALESSANDRA CELESIAalessandracelesia-3_preview, dopo la laurea in lettere moderne all’Università di Milano, lavora a lungo nel teatro, come attrice e regista. Dalla Valle d’Aosta si trasferisce a Parigi dove frequenta le scuole di teatro di Philippe Gaulier e Jacques Lecoq. Fa parte di numerosi gruppi di prosa in Italia e in Francia ed è direttrice artistica della compagnia Sinequanon. Collabora con diverse compagnie di Teatro in Irlanda del Nord: lo spettacolo In Tall Grass, diretto per la Echo Echo dance company di Derry, è alla frontiera fra teatro e documentario, le sue due passioni. Nel 2012 dirige Le libraire de Belfast (Miglior Film e Premio del Pubblico al Festival dei Popoli). Nel 2014 realizza Mirage a l’Italienne (Menzione della Giuria al SalinaDocFest e al Milano Film Festival). Nel 2016 viene selezionata a Visions du Rèel con il suo cortometraggio intitolato La Visite e con il mediometraggio Un temps pour danser; entrambi raccontano il rapporto tra malattia mentale e arte. Da sempre si interessa alle persone, la loro fragilità, la loro umanità, che vivano in Italia, a Parigi o a Belfast.