EDIZIONE 2009

 

OMAGGIO ALLA RUSSIA ED EX UNIONE SOVIETICA

La Russia e i paesi dell’ex Unione Sovietica. Sguardi Altrove Film Festival dedica, nella sua 16° edizione, un significativo omaggio a quest’area del mondo: una scelta lungimirante che guarda oltre l’attuale stato di difficoltà della cinematografia russa e dei paesi dell’ex blocco sovietico, rafforzata, invece dalla certezza di una pronta capacità di ripresa.
Nonostante la crisi economica che attanaglia la Russia e le repubbliche limitrofe, e tutti i problemi che ne conseguono per l’industria cinematografica (scarsi finanziamenti, studi in degrado, attrezzature vetuste, costi elevatissimi che spingono molti registi a girare fuori dai loro paesi), il cinema, infatti, sta dando notevoli segnali di rinascita che fanno ben sperare. Anche la meglio gioventù sembra ormai essersi ridestata, pronta a immettersi sul mercato internazionale, grazie anche ai successi di critica ottenuti nei vari festival.
Sguardi Altrove 2009 ha selezionato otto titoli (quasi tutti provenienti dalla Russia, mentre altri dell’est europeo sono disseminati anche in altre sezioni), per portare alla luce questa ripresa e dare visibilità ad una cinematografia in via di trasformazione anche dei contenuti che, se da un lato registra sempre di più la tendenza verso una globalizzazione ambientando storie cittadine in ambienti borghesi e non, dall’altro rimanda al passato con il recupero di luoghi mitici che riannodano la storia del Paese.
Fare cinema comunque in questi paesi è ancora difficile e l’ intervento dello stato è in alcuni casi addirittura inesistente. In Russia a gettarsi nel business, in prima fila ci sono i magnati dell’energia che hanno fiutato che il cinema può essere un affare e hanno anche capito che centoquarantamilioni di russi sono affamati di immagini e oggi sempre più chiedono film di produzione nazionale. Attualmente infatti sono quattrocento le società di produzione e distribuzione in Russia, tutte legate alle Media Holding televisive che finanziano molti dei film in sala.
Sembrano passati secoli dal 1994, anno zero del cinema russo, quando nulla lasciava più sperare in una ripresa. Nella maggior parte dei paesi dell’ex stato sovietico, infatti, una ristrutturazione sta cercando di riequilibrare la triade stato-televisione-pubblico. Le coproduzioni europee, inoltre si moltiplicano ed intessono una solida rete continentale di professionisti, soprattutto grazie agli sforzi delle istituzioni europee.
In linea con questa tendenza, si inscrivono anche le opere selezionate, firmate da artiste di rinomata fama e da giovani leve che si sono affacciate da poco nel mondo del cinema. Tra gli altri, in anteprima italiana, dopo una fuggevole apparizione al Tribeca di De Niro e al Festival di Rotterdam, Two in one, il nuovo film di Kira Muratova, (premio Nika, l’Oscar russo, e Miglior Film dei Paesi dell’Unione, Stati Indipendenti (SNG), e dei Paesi Baltici), una delle più acclamate e insieme controverse registe del cinema contemporaneo in Russia e Ucraina, i cui lavori non hanno ancora trovato un circuito di distribuzione in Europa e circolano prevalentemente in ambito festivaliero. Il film, sospeso tra teatro e cinema, rappresenta una summa della geniale artista moldava-ucraina.
Da tenere d’occhio The Hollow, in anteprima italiana, enigmatica e sorprendente opera seconda della documentarista Marina Razbezhkina – nota in Italia anche per Harvest Time, European Film Award 2004, con cui ha segnato la fine di un’era, raccontando la tragedia filtrata poeticamente attraverso lo sguardo di un bambino – che con questo ultimo lavoro riprende il tema della ‘ricerca dell’anima russa’, ambientando in un villaggio contadino, nei primi anni del 20 ° secolo una storia cha ha al centro una cerimonia quasi pagana, in cui le donne battono i demoni che ossessionano la zona; Nothing Personal di Larisa Sadilova, riflessione esistenziale del protagonista che, grazie al suo lavoro di videosorvegliante, capisce che la vita degli altri è il riflesso distorto della sua, da sempre ritenuta senza macchia, premio Fipresci al Moscow Film Festival, 2007, ed infine Snow Does Not Melt Forever, ancora un’anteprima italiana, di Victoria Markina, regista e produttrice che ha scelto di portare in scena una storia che origine nel Giappone del 16° secolo.
Sul fronte dei documentari singolare è Vixen Academy di Alina Rudniskaya, premiato al Festival di Oberausen, 2008, un lavoro sul primo capitalismo russo che ritrae in un clima di paura e di speranza, i sogni e le sicurezze delle giovani generazioni di donne che aspirano a conquistare un uomo ricco; e When I Win a Million di Anna Dranitsyna, opera ironica sulla possibilità di un nuovo business, nella remota repubblica di Altai, la nuova Las Vegas russa, con l’acquisto di una slot machine.

(Patrizia Rappazzo)

Nichego Lichnogo
2007 – Larisa Sadilova – 92′ – Russia

Sneg tayot ne na vsegda
2008 – Victoria Markina – 78′ – Russia

Yar
2007 – Marina Razbezhkina – 103′ – Russia

Revolutsioon, mida ei olnud
2008 – Aliona Polunina – 96′ – Estonia, Finlandia

Dva v odnom
2007 – Kira Muratova – 124′ – Ucraina, Russia

Kak stat stervoy?
2007 – Alina Rudnitskaya – 31′ – Russia

Kogda ya vyigrayu million
2007 – Anna Dranitsyna – 31′ – Russia