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DOVE SONO LE REGISTE NEL CINEMA EUROPEO?

“In Europa sono ancora troppo poche le donne regista: poco più del 21%, nonostante la presenza di importanti protagoniste e il trend positivo. Non si tratta solo di una questione di diritti e di pari opportunità ma così l’Europa si priva di una visione e creatività più ampia, riducendo la sua capacità di capire e interpretare i tempi complessi che viviamo”.

Lo ha detto l’europarlamentare Silvia Costa (Pd), presidente della Commissione Cultura del Parlamento Europeo, alla 72° Mostra del Cinema commentando la ricerca paneuropea curata dal network Ewa (European Women’s Audiovisual Network’s) sulla presenza delle registe nel cinema Europeo presentata oggi a Venezia.
I dati parlano di una produzione cinematografica femminile che non supera il 10%, con una maggiore presenza nell’ambito dei documentari e dei cortometraggi. Nei sette Paesi presi in considerazione fino ad ora dei diciannove totali previsti (Austria, Croazia, Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Svezia) è emerso che le donne che scelgono la carriera di regista la abbandonano precocemente, che poco meno della metà di coloro che comunque proseguono hanno figli e che non hanno lo stesso accesso al credito e alla circolazione dei colleghi uomini.
“La ricerca finanziata dal programma Europa Creativa– prosegue l’europarlamentare Costa- va a colmare una mancanza di dati paneuropei sulle donne nel cinema e nell’audiovisivo e fornisce raccomandazioni di policy per migliorare la parità di genere nell’industria. Quello che possiamo fare fin da subito a livello nazionale ed europeo è investire maggiormente nelle politiche di orientamento professionale, aiutare le giovani diplomate e laureate ad accedere alle scuole di formazione e all’accesso alle opportunità e ai fondi , favorire l’internazionalizzazione delle carriere anche grazie a programmi già esistenti e collaudati come Erasmus Plus e prevedere una presenza maggiore di donne nelle istituzioni culturali, nelle commissioni, festival e giurie – a cominciare da quelli finanziati con fondi pubblici- sviluppando in tutti i paesi europei gli indicatori sviluppati da questa ricerca. Per questo intendo promuovere un incontro della Commissioni cultura e donne per presentare questa ricerca e adottare alcune azioni mirate”.

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