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Il cinema delle donne? Facciamolo insieme

Difficile immaginare che finora non ci avesse pensato nessuno, perchè il cinema è sempre stato nemico delle donne con una narrazione del mondo tutta maschile, e perpetuando disparità nelle storie ma anche nei compensi economici alle attrici e registe, come più volte hanno denunciato le star Meryl Streep, Patricia Arquette, Charlize Theron. E’ dunque il momento di cambiare: il cinema deve sterzare da quel racconto a senso unico e con questo obiettivo è nata a Hollywood, nel cuore dell’industria cinematografica mondiale, una casa di produzione per film, documentari, fiction che superano i divari di genere nella film industry, raccontino il rafforzamento del ruolo delle donne e  garantisca un futuro di opportunità per i volti nuovi ed emergenti .

“We do it together”, fondata a Los Angeles  per iniziativa  – va sottolineato con un certo orgoglio – di una produttrice italiana, Chiara Tilesi, ha tra le sue “socie” anche Valeria Golino. L’attrice fa parte dell’advisor board, il comitato di “We do it together” accanto a colleghe come Jessica ChastainJuliette Binoche, Freida Pinto,  più altre attrici e registe americane, anche alcuni uomini, in tutto circa 48 artisti.

“Noi donne siamo la più grande minoranza del pianeta, il 52 per cento – dice Chiara Tilesi, che nel 2005 produsse il docu-film All the invisibile childrensull’infanzia rubata – Un anno fa circa  Freida Pinto e Katia Lund mi raccontano un progetto su storie di donne e la fatica a trovare sostegni economici. Poco dopo mi arrivano progetti simili e stesse difficoltà. Se ci unissimo e facessimo una casa di produzione fuori dagli  Studios? We do it together è nato per mettere insieme noi donne del cinema e provare a cambiare. Per chiedere che film come Erin Brockovich non siano fatti solo ogni 30 anni”.  Dice Valeria Golino: “Mi è piaciuto subito perchè non è un progetto rivendicativo. Qui si tratta di spostare le coscienze, di agire per un cambiamento culturale che ha inevitabilmente tempi lunghi. Dunque ci vogliono idee, progetti, positività. E impegno”.

“We do it together” annuncerà il suo primo film al prossimo festival di Cannes. Ma la strada è lunga. Non esiste uno strumento che registra i dati sulle diseguaglianze di genere nello spettacolo e nel cinema, ma, spiega Tilesi, si può stimare che  l’ 87 per cento dei film hanno come ruolo centrale gli uomini e il 13 per cento le donne, che nella maggior parte dei casi hanno  dai 20 ai 30 anni e sempre correlate a figure maschili , madri, vittime, mogli, fidanzate. E quanto ai compensi si va dal 20 al 30 per cento in meno per le attrici. “Anche in Italia – denuncia Valeria Golino-  Il mio corrispettivo maschile viene sempre pagato di più”.

“We do it together” è un “non profit studio”, finanziata cioè da fondazioni, sussidi governativi, aziende sponsor e donazioni individuali e i proventi saranno reinvestiti. “Ci sta supportando l’ associazione delle registe. E questo prova che se noi donne ci uniamo, facciamo meno fatica e meno trafile per i nostri progetti – dicono Tilesi e Golino-  Il sogno? Produrre non solo film ma anche contenuti tv. Il fil rouge è l’empowerment, storie di donne che ce l’hanno fatta, in modo che una donna da qualunque parte del pianeta possa dire: se ce l’ha fatta lei, ce la posso fare anch’io”.

di Anna Benedettini
per la Repubblica

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