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L’immenso coraggio delle stuntwomen del cinema muto

Il viso bello e deciso ed i capelli scuri di Helen Gibson le donano l’aria di qualcuno disposto a provare tutto. Nel 1915, poco più che ventenne, stava vestendo i panni della star del serial di successo The Hazard of Helen. In una scena acrobatica sarebbe dovuta saltare dal tetto della stazione al tetto di un treno in corsa. Anni dopo, ha affermato che quella fu la scena più pericolosa che avesse mai girato. “La distanza tra la stazione e il treno era stata misurata con precisione”, ha detto, e aveva provato il salto più volte mentre il treno era ancora fermo. Ma per le riprese, il treno avrebbe preso velocità. “Non ero nervosa mentre il treno si avvicinava e ho saltato senza esitare”, ha ricordato. Atterrò bene, ma l’oscillazione del treno la fece rotolare verso la fine della carrozza. Appena prima di essere sbalzata fuori, si appese ad una presa d’aria e poi lasciò penzolare il proprio corpo oltre il bordo per aumentare l’effetto drammatico della scena. La Gibson ha donato la stessa intensità a decine e decine di altre scene d’azione.
Attrici del cinema muto come Helen Gibson sono state le primissime stuntwomen di sempre. Erano attrici in grado di andare a cavallo, guidare auto e fare immersioni anche a grandi profondità. Dal 1910 sino agli anni venti, hanno dimostrato che il “sesso debole” poteva eseguire prodezze fisiche sorprendenti. Durante quel periodo, il sovrapporsi dell’avvento dei film, delle automobili, degli aerei e della possibilità del suffragio femminile, avevano messo in moto una grande trasformazione culturale in America e in tutto il mondo. Prima di lavorare nei film, molti stuntmen erano stati pugili, cowboy o soldati. Le loro controparti femminili erano attrici, ballerine e cantanti, ma la maggior parte di loro non aveva alcuna formazione o esperienza in termini di competenze di performance fisicamente impegnative.
Tuttavia per le donne che, fino a quel momento, erano state trattenute da limitate opportunità, questi anni veloci, esuberanti, innovativi devono essere stati liberatori.
All’inizio, i film sono diventati una forza per il cambiamento sociale perché riflettevano le preoccupazioni e gli interessi del loro pubblico -in gran parte femminile. Oltre a storie d’amore, drammi e serial d’azione, gli spettatori hanno guardato i film che promuovevano il voto per le donne, come il popolare “What 80 Milion Women Want” (1913). Dal 1848, era stato trovato il movimento per il suffragio femminile, poi è stato perso, e poi ancora ritrovato.
Dal momento in cui molto attrici e future star del cinema parteciparono ai loro primi film nel 1910, lo Stato di Washington votò per il suffragio femminile, come anche il Wyoming, lo Utah, il Colorado e l’Idaho. Clift l’ha definito un anno di svolta, sottolineando che lo stato di Washington aveva aperto la strada alla California nel 1911, all’Oregon, all’Arizona ed al Kansas nel 1912. “A quel tempo, poi, l’America era in movimento, letteralmente, e sempre più americani iniziavano a comprare le prime automobili a buon mercato. Il dibattito infuriava sull’abilità delle donne di guidare, con qualche tentativo di collegarlo alla loro “incapacità” di padroneggiare gli aspetti tecnici del voto elettorale.
Nonostante questo, le automobili hanno dato alle donne una certa mobilità ed indipendenza e hanno aperto possibilità di vita radicalmente diverse. E tutto questo è stato incoraggiato dall’azione catturata sugli schermi cinematografici.

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In ogni caso, recitare nei film muti era tanto glamour quanto pericoloso. Il film erano girati in fretta e non c’erano procedure di sicurezza. Le acrobazie erano esperimenti in azione – qualcuno pensava ad uno scontro tra due automobili, ma non aveva idea se avrebbe funzionato fino a quando qualcuno non lo provava per davvero. Nel 1916, l’attrice Mary MacLaren è apparsa in un film della Universal che le aveva richiesto di “guidare un’automobile al’indietro lungo una discesa a 25 kilometri all’ora; cosa che fece, perdendo il controllo e andando a scontrarsi contro un terrapieno”, racconta lo storico del cinema Kevin Brownlow. Corse, scontri e cappottamenti divennero essenziali nella produzione dei film. Un numero soprendente di attrici del cinema muto sono state pienamente impegnate in tale ambito, “frantumando così gli ideali vittoriani dei ruoli di genere” afferma William Drew, un altro storico del cinema.
E le stuntwomen di oggi sono le discendenti dirette di quelle attrici del cinema muto: negli anni precedenti al 1920, i loro ruoli di azione hanno cambiato l’immagine e la direzione delle donne. Col 1920 arrivò la vittoria del suffragio femminile, determinando però la fine di un periodo in cui le donne hanno dominato l’industria cinematografica. Il pubblico cambiò e dopo il 1927, il cinema divenne la quinta industria più potente degli Stati Uniti. L’esuberanza ed il rischio del cinema muto scomparvero. E con loro quelle residue opportunità per le donne nelle produzioni. Per coloro che sono sopravvissute agli anni ’20, il decennio e successivo fu ancora più difficile.
Ma la storia delle stuntwomen non era che appena iniziata, e come la trama di una gran film, ebbe tutto: umiliazione, ingiustizia, determinazione, coraggio e un successo molto combattuto.

Fonte originaria e completa: https://newrepublic.com/article/124981/put-girl-danger

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