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SE PERDO TE (IF I LOSE YOU)

Fabiana Sargentini
ITALIA 1998, 7′

Montaggio: Pietro Scorsone
Produzione: Lupa Production
Cast: Fabiana Sargentini, Pierluca Tagariello, Paolo Orsini
In programma Sabato 17, Spazio Oberdan ore 18:00

Il cortometraggio d’esordio della regista Fabiana Sargentini, anche protagonista, mette in scena una stoa d’amore appena finita: nostalgia, ironia, desiderio di vendetta in un insieme di immagini tragicomiche girate in super8. In seguito, dopo vari film, ci piace ricordare che nel 2005 il suo: Di Madre in figlia ha vinto la 12esima edizione di Sguardi Altrove Film Festival come miglior documentario.

FABIANA SARGENTINI nasce a Roma nel 1969. Dal 1988 al 1997 collabora con la galleria d’arte contemporanea L’Attico di Roma come curatrice. Dopo essersi laureata in Lettere (Storia e Critica del Cinema) lavora come assistente e aiuto regia nel cinema e nella pubblicità. Nel 1998 partecipa al Sacher Festival di Nanni Moretti con il cortometraggio in Super8 Se perdo te, autobiografico racconto tragicomico della fine di una storia d’amore. Da allora ha realizzato altri cortometraggi, che hanno percorso le vie dei festival, e documentari musicali e d’arte per canali satellitari. Il documentario d’arte Tutto su mio padre Fabio Sargentini, ritratto familiare e professionale del gallerista romano, commissionato da Rai Sat Art, mandato in onda nel giugno-luglio 2003,  ha vinto il primo premio “miglior biografia d’artista” al Pieve di Cadore Art Film Festival 2004. Il documentario sono incinta (presentato per la prima volta al Torino Film Festival 2003) ha vinto il Bellaria Film Festival 2004 ed è acquisito da RAI3 e mandato in onda per DOC3 nelle stagioni 2004 e 2005. Successivamente acquisito da Cult, canale satellitare di Sky. Il successivo Di madre in figlia (presentato al Torino Film Festival 2004 e al Festival dei Popoli 2004)  ha vinto Sguardi Altrove Festival di Cinema Femminile a Milano, nel febbraio 2005 e, per il secondo anno consecutivo, il Bellaria Film Festival 2005, nel giugno 2005. Acquisito da Cult, canale satellitare di Sky.  Nel dicembre 2004 riceve l’ABO, premio per la produzione documentaristica, da parte di Achille Bonito Oliva. Ciro e Priscilla, in concorso al Torino Film Festival 2005, ha vinto il premio speciale della giuria. Nel luglio 2006 vince il secondo premio al festival CineMadeinLazio. Nell’autunno-inverno 2005-2006 ha realizzato La sicurezza è vita, un documentario sulla sicurezza sul lavoro per l’Enel, intervistando operai di tutt’Italia che avevano vissuto infortuni sul campo. Il documentario è stato in concorso al Festival Cinema e Lavoro di Terni, edizione 2007. Due puntate monografiche della trasmissione Venticinquesima ora dedicate ai suoi lavori della sono andate in onda su LaSette nel febbraio 2007. Da un soggetto scritto a quattro mani con Morando Morandini, per il quale nel 2008 ha ricevuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali il finanziamento allo sviluppo della sceneggiatura, ha realizzato il suo esordio nel lungometraggio dal titolo Non lo so ancora. Località delle riprese: la riviera ligure di levante. Il film viene presentato al festival di Cinema di Pesaro in concorso nel giugno 2013. Nel 2014 realizza il cortometraggio La felicità dopo tanto sulla fecondazione assistita. È in fase di post produzione il documentario Looking for Steve Paxton, piccolo ritratto del grande danzatore americano inventore della contact imprivsation, che alla Biennale Danza di Venezia ha ricevuto il leone d’oro alla carriera (giugno 2014).  In lavorazione il documentario dal titolo provvisorio La quarta età, sui super centenari d’Italia. Nella primavera 2015 viene edito da Cecchi Gori Group il DVD del lungometraggio Non lo so ancora. Ha preso parte al progetto di film partecipato sull’amore a cura di Antonietta De Lillo dal titolo Oggi insieme domani anche, presente al festival di Torino 2015. Collabora dal 2013 come critico cinematografico al sito Close-up diretto da Giovanni Spagnoletti.  Su Il Manifesto da febbraio 2015 scrive una rubrica settimanale dal titolo Femmine Folli, donne nella creatività, trattando di artiste, registe, danzatrici, musiciste, cantanti, scrittrici, poetesse, attrici. Dal luglio 2016 scrive quotidianamente un blog, omonimo della rubrica ma al singolare, Femminafolle, che in due anni ha ottenuto cinquantasettemila visite e più di venticinquemila visitatori. Nel dicembre 2016 ha presentato al festival Filmmaker a Milano il cortometraggio Il gioco delle parti, racconto astratto e visionari tramite dettagli di corpi umani nudi. Dal dicembre 2017 la rubrica settimanale su Il Manifesto assume nuovi connotati e si intitola Affari di famiglia.