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Torino Film Festival: Suffragette è il film d’apertura

Una pellicola tutta al femminile inaugurerà il 33esimo Tff il 20 novembre

Nel 1918 le capofamiglia britanniche che avevano compiuto 30 anni ottennero finalmente il diritto al voto, e dieci anni dopo le donne del Regno Unito furono ammesse al suffragio. In Italia l’obiettivo si raggiunse nel 1946 e sono diversi i Paesi che hanno impiegato ancora più tempo per avere una libertà che oggi sembra elementare.

Anche per questo, osserva il direttore del Torino Film Festival Emanuela Martini, è interessante seguire, in Suffragette, il film che aprirà la 33ª edizione della rassegna in programma dal 20 al 28 novembre, la ricostruzione delle battaglie che aprirono la strada all’affermazione dei diritti femminili: «È una storia che il cinema ha trascurato e che, invece, resta d’attualità, per tenere viva la memoria storica, ma anche perché parla di rivendicazioni coraggiose che hanno valore per tutti».

Al centro della pellicola, diretta da Sarah Gavron e ambientata nel 1921, la figura di Maud (Carey Mulligan), lavandaia dell’East End londinese; al suo fianco la farmacista Edith (Helena Bonham Carter), che fabbrica bombe tra le mura domestiche, e la proletaria Violet (Anne-Marie Duff). L’attivista Emmeline Pankhurst è interpretata da Meryl Streep, ciliegina sulla torta di un film che riporta alla luce realtà dimenticate.

Nel tempo, con il termine «suffragette», si è presa l’abitudine di indicare un certo stucchevole bacchettonismo al
femminile. «Ma pochi ricordano – dice la regista – che le suffragette appiccavano incendi, bombardavano edifici, e non avevano paura di niente».

Suffragette (in sala a marzo distribuito da Bim) suggerisce un interrogativo: «Quante persone conoscete oggi – riflette Gavron – pronte ad affrontare uno sciopero della fame per una causa e per la stessa causa essere sottoposte a nutrizione forzata?»

 

LA STAMPA
SuffragetteFilm960FULVIA CAPRARA
TORINO
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