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Workshop di filmmaking: Roma, la città dei migranti. Tre generazioni, un racconto

Workshop di filmmaking
Roma, la città dei migranti. Tre generazioni, un racconto

 

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condotto da Paolo Martino, regista, blogger, esperto del fenomeno delle migrazioni contemporanee

Casa del Cinema
20-24 settembre 2016
Roma

a cura di Sergio Di Giorgi e Patrizia Rappazzo
 promosso da Milano Film Network e
Sguardi Altrove Film Festival

Il workshop condotto da Paolo Martino intende proseguire idealmente e approfondire il lavoro svolto dal regista nel marzo di quest’anno a Milano attraverso il workshop Le migrazioni: come e perché raccontarle, con le immagini svolto nell’ambito della 23ma edizione di Sguardi Altrove Film Festival e promosso da Milano Film Network ad esito del quale è stato realizzato dai partecipanti al workshop il cortometraggio Il posto più vicino.
Paolo Martino ha sin qui dimostrato – in primo luogo con i suoi lavori documentaristici e con una assidua attività di reporter dalle aree più “calde” del fenomeno migratorio – capacità e sensibilità straordinarie nell’incrociare gli sguardi (i nostri e quelli dell’Altro da noi, degli “stranieri”, come oggi sono i migranti) e, al tempo stesso, di racconto della relazione profonda tra quegli sguardi (il punto di vista) e i luoghi (siano essi “di transito”/spaesamento o di residenza/possibile integrazione).

Roma, città dei migranti. Il “contesto” e il campo di indagine del workshop

Proprio nell’ottica della relazione tra sguardi e prospettive differenti e tra vissuto emozionale e spazi, dopo Milano – quella dei quartieri già operai e oggi multietnici, quella dell’Expo e del futuro – acquista particolare rilevanza e significato la scelta di Roma come sede di una nuova e più ampia esperienza (estesa infatti da 4 a 5 giorni rispetto a Milano) produttiva e formativa, questa volta grazie alla collaborazione della Casa del Cinema. 

A Roma – ‘città mondo’, sacra e profana, antica ed eterna come antico e inesauribile è il fenomeno migratorio – il workshop assume infatti consapevolmente come focus alcuni precisi dati di “contesto”, sociale e antropologico. Oltre ad accogliere la più grande comunità immigrata d’Italia, Roma è un insediamento storico per stranieri che hanno scelto nel tempo di stabilirsi nel nostro paese. Da questa premessa, si indagherà sulle diverse “generazioni” dei migranti, cercando “sul campo” i testimoni con cui dialogare, provando a lavorare, almeno in parte, all’interno di un unico nucleo famigliare, o di una stessa comunità di origine, di scegliere un quartiere simbolo, o ancora di individuare persone che abbiano percorso la stessa ‘rotta’, ecc.).

In particolare si cercheranno testimoni tra:

i “pionieri”, che da trent’anni e più hanno scelto la capitale, nei quartieri incastrati tra Casilina e Prenestina, dove Roma ha sempre di più i connotati di una città cosmopolita. Queste persone hanno sviluppato un punto di vista forte, a volte sintetico e sbrigativo, proprio come i romani, e a Roma hanno già dato molto. Venuti per scelta, quando la capitale aveva ben altro appeal rispetto a quello di oggi, si rivelano spesso più tenaci e ottimisti di molti italiani che dopo un po’ di anni la abbandonano per cercare il proprio futuro altrove;

le madri: giovani donne che a Roma hanno finito per trovare una dimensione umana, a metà strada tra la comunità di origine e quella di residenza, portatrici – oltre che delle capacità tipiche del loro ruolo di cura, protezione, trasmissione di valori e saperi – di identità “ibride” e complesse – ovvero le identità del presente e del futuro – e di valori trans e cross-culturali che meritano di essere esplorati e da cui trarre insegnamenti e riflessioni;

i minori: ragazzi, ma anche bambini, che già trasportano la memoria di un altrove, di un passato, di un presente da affrontare grazie a un impegnativo bagaglio di risorse psico-fisiche, e la speranza di un futuro da cittadini di un paese finalmente nuovo

– Obiettivi

Il workshop sarà un’opportunità di formazione, un’occasione per comprendere quali punti di vista ha a disposizione un videomaker per mantenere uno sguardo profondo e consapevole di fronte al fenomeno delle migrazioni.

Nel workshop verranno infatti affrontate le scelte che un autore deve compiere durate il processo di selezione del soggetto e di scrittura del trattamento, per procedere poi nella definizione delle location, delle azioni da seguire, dei compagni di viaggio, delle risorse e delle attrezzature necessarie.  
Infine, in sede di montaggio si tornerà ai problemi teorici discussi in partenza, dal soggetto al trattamento, ma calati adesso nella concretezza del materiale girato, cercando un efficace compromesso tra le idee iniziali e il risultato del lavoro nelle giornate trascorse “sul campo”.

Il filmato conclusivo realizzato dai partecipanti al workshop sarà proiettato nel corso di una manifestazione dedicata che avrà luogo presso la Casa del Cinema di Roma in data e secondo un programma che sarà dettagliato più avanti attraverso specifiche comunicazioni.
Sarà inoltre opportunamente promosso nell’ambito dei Festival aderenti al Milano Film Network, di cui Sguardi Altrove Film Festival è parte integrante.

– Paolo Martino, conduttore del workshop:

Paolo Martino, 33 anni, regista, video-reporter, blogger, collaboratore di testate italiane e straniere, segue da anni le rotte del fenomeno migratorio, indagandone le cause e gli effetti, le circostanze. Nel 2011 ottiene un premio giornalistico europeo seguendo la rotta dei rifugiati afghani dal Kurdistan all’Italia. Nel 2012 viaggia dal Caucaso a Beirut seguendo i luoghi e la storie della diaspora armena mediorientale. Nel 2013 il suo documentario Just about My Fingers sulla condizione dei rifugiati in Grecia riceve vari riconoscimenti. E’ autore di vari reportage pubblicati su riviste italiane ed internazionali. Il suo docufilm Terra di Transito (2014) prodotto da Istituto Luce – Cinecittà viene proiettato in numerosi festival internazionali e proiettato in diverse città italiane ed europee ed ha ricevuto il patrocinio di Amnesty International – Sezione Italiana. Nel 2015 ha diretto, insieme a Mario Poeta, il cortometraggio Il doppio gioco di Melilla (all’interno della serie “Borderline” promossa dalla rivista Internazionale).

I suoi lavori audiovisivi sono realizzati in stretta collaborazione con Matteo Cusato, montatore, regista teatrale e autore, che nel corso del workshop affiancherà i partecipanti in tutte le fasi produttive, in particolare quella del montaggio.

– Sede:

Sala Gian Maria Volonté, Casa del Cinema, Largo Marcello Mastroianni, Villa Borghese, Roma.

– Articolazione del programma:

martedì 20 settembre (h. 10.00 – 17.00) : giornata introduttiva: presentazione workshop e articolazione del programma; rappresentazione del fenomeno delle migrazioni: perché e come raccontarlo oggi; esempi filmici; elementi narrativi; scelte stilistiche; suddivisione in gruppi di lavoro;

da mercoledì 21 settembre a venerdì 23 settembre (h. 10.00 – 18.00): interviste/coperture/riprese ambientali /montaggio;

sabato 24 settembre (h. 10.00 – 18.00): giornata dedicata al montaggio finale del prodotto filmico conclusivo.

– Iscrizione:

Il workshop sarà aperto ad un massimo di 15 partecipanti selezionati sulla base del c.v e bio-professionale.
I candidati dovranno inviare il proprio C.V all’indirizzo: comunicazionesguardialtrove@gmail.com  – Bianca Badialetti (coordinamento).

– Informazioni pratiche:

I partecipanti dovranno essere in possesso di videocamera/macchina fotografica personale e pc.

Costo iscrizione: 250,00 euro

Numero max di partecipanti: 15

Scadenza bando: 11 settembre 2016

 

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